Armenia

 

Dal Burkina Faso all’Armenia : dove c’è bisogno Barka Onlus porta il suo contributo

 

Da anni ormai BARKA ONLUS è impegnata in Burkina Faso, ma dato che  ha la predisposizione a cercare luoghi particolarmente poco fortunati, due anni fa ha allargato i suoi orizzonti verso  Oriente.

Perché proprio l’Armenia?

Avevo un vago ricordo  dalla geografia studiata a scuola, terra di origine di Charles Aznavour ( che tra l’altro mi piace molto ), qualche notizia sulla diaspora e il genocidio, quel trovarsi  in un luogo ” sospeso ” tra Europa e Asia, crocevia di civiltà, la suggestione di quelle nazioni un tempo libere, poi inglobate nell’Unione Sovietica e adesso in cerca di nuova identità.

Un primo contatto con Padre Mario, Camilliano direttore dell’Ospedale ” Redemptoris Mater ” di Ashotsk, un appuntamento e un incontro nella sede logistica dei Camilliani a Milano, in un afoso pomeriggio di luglio. In poco più di un’ora Padre Mario ci fa un quadro dettagliato dell’Armenia e di cosa potremmo fare con la nostra  ONLUS. Per me non ci sarà spazio come medico, l’ospedale funziona bene , Padre Mario, da buon amministratore, non vuole iniziare nuove attività che poi non potrebbe sostenere e  non ultima l’impossibilità  di comunicare con i pazienti se non si parla russo o armeno.

armenia carta

Purtroppo nelle scuole che ho frequentato queste  lingue non erano materia di insegnamento! Però potremmo fare molto sostenendo i progetti di Padre Mario a favore della popolazione; concordiamo di andare in ottobre per conoscere di persona la realtà locale e quindi prendere le nostre iniziative. Il viaggio con il volo Air France Torino -Parigi- Erevan ( capitale dell’Armenia ) si svolge regolarmente, arrivo di sera con padre Mario e Hasmik, autista-interprete-segretaria che ci aspettano; eravamo stati avvertiti che il clima a ottobre è già freddo, ma così non ce lo aspettavamo!

Poi il lungo viaggio fino ad Ashotsk, ai confine con la Georgia. Il mattino ci si presenta un paesaggio stupefacente: una luce surreale in un’aria limpida e fredda ( il termometro era già sotto zero ) , in lontananza montagne coperte di neve, una distesa di pascoli  e  vicino al paese gli scheletri di fabbriche abbandonate , retaggi dell’epoca sovietica. Qui sorgeva già un ospedale, andato distrutto con il terremoto del 1988; con il contributo della Caritas  fu ricostruito nel 1991 e donato da Giovanni Paolo II al popolo armeno, affidandone la gestione al Padri Camilliani. Fornisce assistenza a una popolazione di circa 15.000 persone in un territorio situato su un altopiano a 2000 metri, dove le uniche attività sono la pastorizia e la coltivazione di patate e cereali in  pochi appezzamenti, d’estate la temperatura supera i 30° e d’inverno scende a – 30°.

Le possibilità di lavoro sono poche, gli uomini spesso lasciano la famiglia per cercare occupazione in Russia e spesso non tornano più. Anche qui, come in Africa, il peso di crescere i figli e mandare avanti la famiglia ricade sulle donne; vige ancora l’usanza di combinare i matrimoni tra giovani che non si conoscono ed è quindi  frequente che le  unioni durino poco e l’alcoolismo tra gli uomini è diffuso.

Durante il soggiorno Padre Mario ci ha un po’ per volta raccontato cose che ci hanno fatto capire le cause di tanta miseria morale e materiale. Ci ha fatto conoscere l’Armenia dei monasteri, degli splendidi paesaggi che ti restano nel cuore, ma anche  famiglie che vivono in baracche fatiscenti in condizioni incredibili ma con grande dignità, donne che al nostro arrivo per consegnare abiti e cibo ci accogli

evano offrendoci subito un posto a sedere  e  un caffè.

Dopo aver visto questa realtà per noi incredibile abbiamo deciso di impegnarci per sostenere le attività di Padre Mario a favore dei più poveri: inviare abiti, scarpe  e coperte, finanziare con 2.400 euro l’anno la gestione di un ambulatorio che gravita sull’ospedale, adottare alcuni bambini e le loro famiglie pagando le spese sanitarie, scolastiche e di sostentamento , con 240 euro l’anno per ogni bambino.

Un sostegno utilizzando parte dei fondi di BARKA ONLUS , con la speranza che  nei prossimi inverni qualche bambino possa andare a scuola  sufficientemente pro

tetto dal freddo ed essere curato, sollevando la madre dall’angoscia di non avere mezzi sufficienti.